Ristorante Don Alfonso 1890

 

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Enoteca Pinchiorri, il mondo della ristorazione di eccellenza assoluta.

L’Enoteca Pinchiorri è uno dei ristoranti, anche tempio del vino, più prestigiosi d’Europa, sempre premiato dai più autorevoli player del settore enogastronomico. Ormai è diventato un’istituzione dell’enogastronomia italiana. Stiamo parlando di un ristorante di rara bellezza, ubicato nel pieno centro di Firenze, a pochi passi da piazza della Signoria, in via Ghibellina 87 nel settecentesco palazzo Jacometti. Monumento fra i monumenti nella città del giglio.

Tutto ebbe inizio nel 1970, quando in via Ghibellina apre l’Enoteca Nazionale, dove Giorgio Pinchiorri viene assunto come sommelier per scegliere e mescere i vini. La fama si espande, anche grazie al servizio al calice e allo storytelling azzeccato. A tal punto che nel 1979 Giorgio rileva l’Enoteca e ne ampia le cucine creando un vero e proprio ristorante, dove la cucina, sin dal principio, è quella della tradizione toscana, studiata in profondità ed eseguita con materie prime locali. Una vera cusine du marché del territorio. Nel frattempo la giovane nizzarda Annie Féolde era sbarcata a Firenze per entrare in punta di piedi nella ristorazione. E proprio in quegli anni conosce Giorgio per poi diventare la sovrana della cucina. La cucina è curata da lei, executive chef del locale, dagli chef Italo Bassi e Riccardo Monco e dal sous-chef Alessandro Della Tommasina.La prima stella arriva nel 1982, ma dopo 365 giorni arriva subito la seconda e nel 1992 la consacrazione nell’empireo delle tre stelle, contemporaneamente all’apertura dello spin-off giapponese. I primati dell’Enoteca si accumulano: 45 anni di storia, le prime tre stelle a una donna fuori dalla sua patria e il primo Grand Award di Wine Spectator in Europa già nel 1984. Nel 2016 arriva anche il terzo locale, The Artisan by Enoteca Pinchiorri a Dubai.

Gli ambienti sono quelli aulici di sempre. Il ristorante, infatti, è ospitato dagli spazi settecenteschi di palazzo Jacometti – Ciofi, in un tripudio di statue, nicchie e scaloni, stucchi e soffitti affrescati.

Non mancano i dipinti ottocenteschi alle pareti e un lusso zeppo di cultura, probabilmente unico nella ristorazione italiana. Ciò nonostante i Pinchiorri non smettono mai di fare restyling per aggiornare e movimentare gli ambienti: l’ultimo intervento ha introdotto il bancone per il bar, le sedute bordeaux e i tovagliati color crema. Nella mise-en-place nuovi materiali, come bronzo e acciaio, al posto dell’argento e gli ultimi modelli di calici Riedel.

Il cuore del ristorante vanta una prestigiosa e ormai famosa cantina, da far invidia a qualunque player del settore. Con le sue 100 mila bottiglie e 3500 etichette, tutte elencate in una vera Bibbia che incute reverenza, questa cantina è considerata “immensa, leggendaria e inimitabile”. Cos’ recitava già il grande Lugi Veronelli. Basti pensare alla presenza di un Lafite-Rothschild del 1861 per capire l’entità delle presenze in bottiglia.

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